Coccolare i rapaci

 

 Coccolare i rapaci: si può?

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Coccolare i rapaci: si può?

 

 

 

 

Introduzione

 

Coccolare i rapaci si può? La risposta non è così immediata e bisogna analizzare alcuni aspetti dell’etologia dei rapaci per trovarla, obiettivo che si pone questo articolo.

Cosa sono le “coccole”? Premesso che in questo articolo ci si riferisce alle coccole fisiche (esistono anche altre tipologie di "coccole", infatti), con questo termine italiano si indicano varie tipologie di contatto fisico con un altro essere vivente, nel nostro caso con un animale domestico o un rapace; rientrano tra le coccole le carezze e i “grattini” (generalmente sul collo, sulla nuca o sulla gola).

Non tutte le specie animali sono idonee a questo tipo di contatto, per molte di esse non è naturale infatti il rapporto tattile con altri conspecifici, mentre per altre specie fa parte del normale bagaglio genetico ed etologico. Nello specifico, tutte le specie che praticano il così detto mutual allopreening accettano volentieri coccole e carezze e questo è il caso, per esempio, dei rapaci notturni (Strigiformes).

 

 

 

Etologia applicata

 

Prima di procedere ritengo necessario chiarire il significato del termine “preening”  che utilizzerò spesso nel resto dell’articolo; preening è sinonimo di grooming ma più specifico per gli Uccelli; il grooming è un tipico comportamento di auto-mantenimento in cui un individuo si prende cura del proprio piumaggio o della propria pelliccia; nel caso degli Uccelli si preferisce usare il termine “preening” per descrivere questo tipo di comportamento che include il lisciarsi le penne col becco per “pettinare” e rimettere in ordine le barbe (riagganciando tra loro le barbule),  la ricerca di parassiti, il cospargimento del piumaggio con il liquido uropigeale, l’eliminazione di forfora e residui di cheratina derivanti dalla crescita di nuove penne o piume.

Il preening rivolto ad un altro individuo viene tecnicamente chiamato “Mutual allopreening” o solamente “allopreening” (dove il prefisso “allo” viene dal latino e significa “altro”). Il comportamento di allopreening è riportato in letteratura scientifica per 43 famiglie di Uccelli (Harrison, 1965, 1969; Sparks, 1965). I rapaci notturni (Strigiformes) sono uno dei taxa tra gli Uccelli nei quali è frequente il mutual allopreening; questo può avvenire tra fratelli e sorelle di una stessa nidiata ma soprattutto tra i partner di una coppia, (principalmente in quelle specie che rimangono appaiate per quasi tutto l’anno). Le funzioni dell’allopreening sono poco chiare ma secondo alcuni autori possono essere 1) mantenimento del piumaggio 3) riconoscimento individuale o sessuale nelle specie monomorfiche 3) riduzione o reindirizamento di tendenze aggressive che possono altrimenti provocare l’attacco da parte di un individuo contro un altro (Kunkel, 1959; Harrison, 1965; Sparks, 1965; Rothstein, 1977) e 4) pattern di corteggiamento per rafforzare il legame di coppia. Nel caso dei rapaci notturni il mutual allopreening è da associare soprattutto al corteggiamento (Forsman, 1979) poiché negli Strigiformi il riconoscimento sessuale avviene attraverso altri parametri come ad esempio il differente picco delle vocalizzazioni.

 Il preening su un altro individuo è piuttosto differente dal preening su se stesso; durante l’allopreening infatti normalmente l’individuo attivo si limita quasi esclusivamente al “nibbling” cioè morde delicatamente col becco, con movimenti molto simili ai denti dei roditori quando rosicchiano, il piumaggio dell’altro individuo. Generalmente il mutual allopreening tra due individui è localizzato a livello della testa e della gola, mentre è raro che avvenga sotto le ali (Mandal, 2010); durante il mutual allopreening nei rapaci notturni dunque l’individuo attivo becchetta delicatamente (nibbling) i bordi del disco facciale dell’altro individuo, le piume (filopiume) intorno al becco e le piume del collo; molto spesso l’individuo che riceve il preening allunga il collo o abbassa la testa per permettere all’individuo attivo di raggiungere la gola o la nuca (Forsman, 1979).

Da un punto di vista corteggiativo il mutual allopreening è più che altro un comportamento ritualizzato, in quanto al contatto del becco sul partner non corrisponde un vero preening (pulizia e cura del piumaggio); tale comportamento ha lo scopo di mantenere il legame di coppia. Durante il mutual allopreening i rapaci notturni chiudono parzialmente o completamente gli occhi, come meccanismo di difesa per prevenire eventuali ferite accidentali. Si pensa che dal punto di vista evolutivo il mutual allopreening abbia avuto origine da comportamenti di aggressività (Mandal, 2010);  per esempio nel Bengalino comune (Amandava amandava) quando un individuo tenta di posarsi accanto ad un altro individuo potenzialmente aggressivo, esso assume una postura di sollecitazione consentendo all’individuo più aggressivo di effettuare allopreening (Sparks, 1965). Infatti il delicato “nibbling” che si osserva durante l’allopreening tra rapaci notturni probabilmente è un comportamento ritualizzato derivante da comportamenti di aggressività che si sono attenuati con l’evoluzione fino ad azzerarsi (Mandal, 2010).

 

 

Lo stress e l’imprinting

 

Un importante parametro da considerare è lo stress che può subire un rapace quando si tenta di toccarlo o accarezzarlo; esso può avere due origini:

1)      a) Etologica: per rapaci appartenenti a specie non etologicamente idonee alle coccole. Come si è detto infatti solo in alcune specie di Uccelli è naturale lo scambio di “effusioni” tra partner e dunque tali specie sono le più adatte a ricevere coccole anche dagli umani.

2)      b) Appresa: per individui non abituati al contatto fisico sin da piccoli anche se appartenenti a specie adatte al contatto fisico, ricevere carezze e coccole è una fonte di stress.

Dal punto di vista dello stress dunque è necessario considerare che:

1)      Solo alcune specie di rapaci sono idonee al contatto fisico con le mani cioè alle coccole. Queste specie sono fondamentalmente tutti i rapaci notturni. I rapaci diurni per loro natura non accettano il contatto fisico con le mani e non andrebbero accarezzati.

2)      Il singolo individuo, seppure biologicamente idoneo al contatto fisico perché appartenente ad una specie che pratica naturalmente l’allopreening, deve comunque essere abituato sin da piccolo attraverso l’imprinting al contatto fisico con l’uomo al fine di non generare una condizione di stress.

Poiché con l’imprinting si modifica in un individuo anche l’auto-riconoscimento di se stesso, un rapace notturno allevato a mano dall’uomo tenderà ad identificarsi con la specie umana, riconoscendo l’uomo come un conspecifico e dunque mostrando nei suoi confronti tutti i comportamenti naturali che normalmente si manifestano tra conspecifici. Il mutual allopreening è uno di questi; dunque per un rapace notturno allevato a mano e imprintato sull’uomo sarà del tutto naturale ricevere coccole e carezze perché fa parte del suo repertorio comportamentale naturale.

 

Come coccolare i rapaci

 

Il modo in cui coccolare i rapaci deve rispettare la modalità in cui avviene l’allopreening in natura; come è stato precedentemente descritto, durante questo pattern comportamentale i rapaci notturni becchettano, mordicchiandolo con delicatezza, il piumaggio dell’altro individuo a livello delle filopiume intorno al becco, ai bordi del disco facciale, sulla gola e la nuca; saranno questi i punti che l’uomo può accarezzare delicatamente con uno o più dita (in funzione della mole del rapace); se il rapace è imprintato e abituato sin da piccolo, esso accetterà volentieri e apprezzerà questa simulazione di allo-preening, chiudendo parzialmente o completamente gli occhi, abbassando la testa o allungando il collo per richiamare le dita verso quei punti e ricambierà l’allopreening beccando con delicatezza le dita.

 

 

Le coccole durante le esibizioni al pubblico

 

Secondo alcuni il contatto tra le mani e il piumaggio dei rapaci sarebbe da evitare e anche alcune linee guida internazionali per le esibizioni di falconeria al pubblico appoggiano questa linea di pensiero; il contatto delle mani con il piumaggio può infatti ridurne l’impermeabilità ed aumentare lo stress dei rapaci. Dello stress si è già detto, se il rapace è un notturno ed imprintato, abituato sin da piccolo al contatto con le mani e alle coccole, esso non subirà alcuno stress anzi le coccole possono avere un effetto rilassante di benessere.  I rapaci, come tutti gli Uccelli, possiedono appena sopra la coda una speciale ghiandola, detta Uropigio che produce un liquido oleoso; con il becco questo liquido viene spalmato sul piumaggio durante le fasi di "preening". La funzione del liquido uropigeale è di ammorbidire e soprattutto impermeabilizzare il piumaggio. Il preening del piumaggio viene effettuato almeno una volta al giorno, e molto spesso anche più volte al giorno per cui anche se con il contatto delle mani viene annullato l’effetto del liquido uropigeale esso verrà ripristinato al successivo preening.

Sebbene criticato, l’uso di rapaci diurni e notturni per esibizioni al pubblico e didattica è un tipico strumento di sensibilizzazione molto adoperato secondo moderne metodologie di biologia della conservazione.  La sensibilizzazione del vasto pubblico ha un potentissimo effetto per conservazione della biodiversità e degli ambienti naturali e moltissime associazioni internazionali ricorrono all’uso di rapaci addestrati per questi scopi.

Personalmente ritengo che il contatto fisico con i rapaci da parte del pubblico, con la supervisione dei falconieri, sia ancora più efficace come strumento per sensibilizzare e da questo punto di vista il poter accarezzare e sentire con le proprie mani la morbidezza vellutata del piumaggio dei rapaci notturni sortisce un incredibile effetto di coinvolgimento nel pubblico. In funzione di quanto detto finora ricordiamo che i rapaci diurni non sono adatti al contatto fisico con le mani e non vanno accarezzati, ma possono essere messi sul pugno del pubblico per essere successivamente richiamati in volo dal falconiere o viceversa possono essere richiamati direttamente in volo sul pugno delle persone del pubblico.

Anche in questo caso, da un punto di vista del benessere dei rapaci, bisogna considerare lo stress ed è quindi utile distinguere due diverse situazioni quando si parla di coccole e carezze ai rapaci:

a)      a) Il mantenimento del rapace da parte dell’allevatore

b)      b) L’uso dei rapaci per dimostrazioni al pubblico

Succede infatti che sebbene un rapace sia perfettamente abituato a ricevere coccole e carezze dal suo allevatore esso subisca un forte stress e/o diventi aggressivo se un’altra persona tenta di accarezzarlo. Anche in questo caso dipende tutto dalla modalità di mantenimento del rapace: se si prevede che esso potrà essere utilizzato in esibizioni al pubblico o per didattica il rapace dovrà essere abituato sin da piccolo alla presenza di molte persone intorno a lui, alla presenza di cani, a luoghi sempre diversi e al contatto fisico con persone sempre diverse. Come si sa infatti i rapaci notturni sono molto abitudinari e se vengono cresciuti e/o allevati sempre dalla stessa singola persona e/o sempre nello stesso luogo, anche per pochi mesi, subiranno uno stress al contatto con altre persone o allo spostamento in posti diversi. Sarà inoltre compito del falconiere spiegare al pubblico la biologia del mutual allopreening e le modalità in cui si può accarezzare un rapace notturno.

 

Bibliografia

 

Forsman, E. D., and H. M. Wight. 1979. Allopreening in owls; what are its functions? Auk 96:525-531.

Harrison, C. J. O. 1965. Allopreening as agonistic behavior. Behaviour 24: 161-208

Harrison, C. J. O. 1969. Further records of allopreening. Avicult. Mag. 75: 97-99

Heindrich, B. 1987. One Man’s Owl. Princeton University Press.

Kunkel, P.  1959. Zum verhalten einiger prachtfinken (Estrildinae).  Z. Tierpsycol. 16: 302-350

Mandal, F. B. 2010. Textbook of Animal Behaviour. PHI, New Delhi.

Rothstein, S. I. 1971. A reanalysis of interspecific invitation to preening display as performer by the Brown-headed Cowbird (Molothrus ater). Amer. Zool.  11: 638 (Abst.) .

Sparks, J. H. 1965. On the role of allopreening invitation behavior in reducing aggression among Red Avadavats, with comments on its evolution in the SPermestidae. Proc. Zool. Soc. London 145: 387-403

 

RICORDATEVI CHE:

- Sebbene in questo articolo venga illustrato che i rapaci notturni possono essere considerati dei pet (animali domestici) a tutti gli effetti, la loro detenzione non è così semplice
- Acquistare e allevare un rapace notturno non è come acquistare e allevare un canarino o un pappagallo
- Per il benessere del rapace è necessario che vengano rispettate le sue esigenze biologiche ed etologiche. Se non avete la necessaria disponibilità di spazio/tempo rinunciate all’acquisto
- Allevare e addestrare un rapace notturno richiede conoscenze tecniche che non possono essere acquisite semplicemente leggendo pagine internet o un libro di falconeria



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